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Sono ormai passati 3 anni dalla morte di Piper e Paige e ancora la
frerita sul mio cuore stenta ancora a rimarginarsi. Ancora tutte
quelle domande, ancora tutte quelle ricerche, ancora tutti quei
se... Se potessi tornare indietro, se potessi fare un'incantesimo,
se potessi fermare quel demone...
La mia vita è diventata un enorme punto di domanda, non so più chi
ero, non so + chi sarò ma soprattutto non so + cosa sono adesso.
Ho provato a fare tutto quello che era in mio potere, ma alla fine,
inesorabilmente, dovevo sempre rinunciare a una delle mie sorelle.
Non cel'ho fatta a prendere una decisione tra le due,era troppo per
me, ho preferito lasciare che il destino faccia il suo corso,alla
cieca, non volevo scegliere, e alla fine mi sono trovata sola,
ancora una volta.
Vi chiederete di Coop, che fine abbia fatto:
be' , Coop era l'uomo che doveva farmi conoscere l'amore ma questa
volta non era il destino che si opponeva, ero io. Ho rinunciato a
tutto: il mio lavoro, Coop, la mia casa, la mia anima.
Mi sono trasferita a Los Angeles, non perchè volessi fuggire dai
ricordi, quelli non mi abbandonano mai, ma volevo fuggire da quel
mondo di compassione che mi aveva circondato. Mi sento vigliacca,
non sono riuscita nemmeno ad accettare di crescere i miei nipoti
adorati, non perchè non gli volessi bene ma perchè adesso non so
nemmeno badare a me stessa, figurati a due piccole pesti come loro.
L'unica cosa che adesso provo è tanta rabbia, e la sfogo nell'unico
modo positivo che conosco: uccidere i demoni.
Di notte mi aggiro nelle stradine di Los Angeles, cercando qualcuno
da uccidere, da distruggere, altrimenti rimanendo in casa, da sola,
l'unica cosa che distruggerei sarei me stessa. L'altra sera però ho
scoperto che non sono la sola a Los Angeles che si diverte a dare la
caccia ai demoni, infatti mentre stavo per uccidere un vampiro è
intervenuta una ragazza che ha detto di essere una cacciatrice. In
pochi minuti ha sconfitto quell'essere senza pozioni ne incantesimi,
solo con la forza.
Si presentò, il suo nome era Kennedy, aveva dei lunghi capelli neri
e degli occhi profondissimi, e una voglia inesauribile di prendere a
calci un bel po di cattivi.
Camminammo per tutta Los Angeles fino al mattino, lei mi raccontò
cosa l'aveva portata in questa città e come mai si aggirasse sola
nella notte in cerca di demoni e vampiri.
Mi raccontò della battaglia che 6 anni fa l'aveva vista combattere
contro il Primo, il male supremo, e che una potentissima strega
l'aveva attivata come cacciatrice. Le chiesi di parlarmi di quella
battaglia, e lei mi parlò con gli occhi pieni di lacrime della
cacciatrice, di Buffy.
Mi disse che le cacciatrici esistono da secoli e che ogni volta che
ne moriva una se ne attivava un'altra in qualsiasi parte del mondo,
e che al tempo della battaglia lei era la prima cacciatrice e che
per sconfiggere il Primo dovette chiedere a Willow di aiutarla ad
attivare qualsiasi potenziale cacciatrice che c'era nel mondo in
modo da sconfiggere il male più facilmente.
Entusiasta le chiesi di farmi conoscere Buffy, ma Kennedy abbassò lo
sguardo e, con lo sguardo perso nel vuoto , mi disse che adesso
Buffy non ne voleva sapere più niente, nè di demoni nè di
cacciatrici e ne di nessun' altra persona che abbia a che fare con
il mondo della magia. |
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Pensai a lei per tutta la giornata seguente, non riuscivo a
cacciarmi il suo nome dalla mente. Chi è in realta'? Com'è adesso?
Quanto è forte? Tutte queste domanda mi frullavano in testa, perciò
la sera seguente decisi di andare in cerca di Kennedy, per farmi
dire dove potevo incontrarla.
-Mi pare di essere stata chiara- disse Kennedy con tono burbero e
annoiato -Dimentica Buffy. Quando le dirai che sei una
strega,reagirà malissimo, evitatelo se puoi-. Ma io ero cocciuta, e
insistetti tanto fin quando stremata dovette rivelarmi il posto dove
trovare Buffy: in centro, ad un ristorante francese faceva la
cameriera di sera.
Dopo aver ucciso due vampiri e un demone,ringraziai Kennedy della
bella lotta e delle informazioni che mi aveva dato.
La notte non riuscii a dormire, trepidavo che arrivassero le 10:00
p.m., a quell'ora mi sarei presentata al ristorante e avrei ordinato
un tavolo e tramite un pretesto avrei avvicinato Buffy e avrei fatto
amicizia con lei.
Arrivai al ristorante verso le 10:20 p.m., con il cuore in
fibrillazione avrei conosciuto Buffy finalmente. Ma le cose non
andarono bene.
Entrai nel ristorante e un'anziano signore mi salutò dandomi il
benvenuto,e indicandomi il mio tavolo, che era quello vicino alla
finestra, proprio affianco alla vasca delle aragoste.
Mi guardai un po intorno a me, per cercare di individuare chi fosse
Buffy, infatti Kennedy non mi aveva dato molte informazioni, mi
aveva detto di cercare una ragazza minuta con dei grandi occhi verdi
e i capelli biondo platino.
Intorno a me non c'era nessuna cameriera bionda, e mentre mi
guradavo in giro sempre più attentamente, arrivò al mio tavolo la
cameriera, che mi chiese l'ordinazione.
Questa cameriera era mingherlina ma aveva un fare timido (Kennedy mi
disse che Buffy era tutto furchè timida) e soprattutto i suoi
capelli non erano biondo platino, ma di un castano intenso.
Ormai senza speranze le chiesi se conosceva una cameriera che lavora
o lavorava in questo locale, che ha il suo stesso fisico e che si
chiama Buffy: dissoluta mi disse che non conoscesse nessuno con
quello strano nome e che avrebbe chiesto in giro fra gli altri
dipendenti, andandosene frettolosamente con la mia ordinazione.
Tornai a casa affranta, non ero riuscita a conoscere Buffy e nemmeno
a trovarla, ero molto arrabbiata con Kennedy, pensai subito che mi
aveva detto una bugia.
Stavo per chiudere la porta di casa, quando una voce sottile e
sinuosa mi disse: - Come mai cerchi Buffy?- Voltandomi vidi la
sagoma nell'ombra di una ragazza e riconoscetti subito che si
tarttava della cameriera del ristorante.
- Mi hanno parlato di lei- dissi - e mi piacerebbe tanto
conoscerla,si narrano cose che hanno dell'eroico ul suo conto-. La
cameriera si fece avanti, e finalmente si pose sotto l'unico
spiraglio di luce che il lampione rifletteva. Incrociò le braccia,
inarcò la fronte e fece un lungo respiro, tutto ciò fissandomi
continuamente negli occhi: - Vedi, Buffy è morta. Adesso il suo
posto lo ha preso Anne-.
Si voltò e imboccò lo stretto viale con far di fuga, quasi volesse
scappare dalla sua ombra; si dileguò in pochi minuti, tanto che io
non ebbi nemmeno il tempo di dire una sola parola, ma in quell'attimo
avrei voluto dirne cento di parole.
Tonare al locale non mi sembrò una buona idea, ormai sarebbe stato
già chiuso, non potevo nemmeno correrle dietro perchè fin quando
chiudevo la porta con tutte le serrature che ho fatto installare,
lei sarebbe già potuto essere ovunque.
Mi limitai a entrare casa mia, buttarmi sul divano, e pensare a
quella strana ragazza, che sembrava conoscere tutto di Buffy,ma ch
sembrava non volermi dire nulla. Morta?
Non si può dire che una persona è morta e subito dopo affermare che
è stata rimpiazzata con un altra.
Anne? Chi è Anne? Perchè Kennedy non me ne ha parlato?
Ancora un sacco d domande senza una risposta che vorticose giravano
nella mai testa, e ancora quelle terribili fitte che mi vengono
quando penso troppo a troppe cose e per troppo tempo.
Decisi di andare al ristorante, prendere in disparte quella strana
cameriera e chiederle di parlarmi di Buffy, in modo chiaro cosicchè
io la possa conoscere: ma decisi anche di fare tutto ciò il giorno
seguente, dopo un bel bagno caldo e una morbida dormita nel mio
soffice lettino.. |
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Adesso basta. Voglio sapere: non chiedo molto, solo poco,
pochissimo, solo sapere chi è Buffy, perché quella cameriera dice
che è morta? Ho tanti dubbi, lei dice che è morta ed è stata
rimpiazzata, ma essere “rimpiazzata” non suona bene. Adesso basta,
per quanto odi la cucina francese andrò in quel ristorante e ne
uscirò solo con delle informazioni. “Perché mi assilli?” questa fu
la sua prima domanda. Anne, io ti chiedo solo di dirmi dov’è Buffy.
“te l’ho detto, è morta” disse annoiata. “Ascolta, io lo so che sei
tu Buffy” dissi- “voglio solo sapere perché dici che sei morta
quando sei viva e vegeta”. “ Desideravo sparire, non esistere più
come Buffy”. Si tolse il grembiule e andammo via con tanti sguardi
che ci seguivano. Mi raccontò della grande battaglia, di come vide
morire tanta ragazze, della sua amica/nemica Anya e del suo grande
amore : Spike. Vedevo in lei tristezza, disperazione, voglia di
scappare,e infatti, è quello che fece : pensò di cambiare città,
lasciare la sorella nelle mani di Willow e crearsi una nuova
identità da umana. Ma mi disse che adesso oltre me c’è qualcun altro
che stava cercando Buffy, una persona che lei non può proprio
respingere.
Avevo sentito tante storie impressionanti, ma la sua storia aveva
dell’incredibile. Pensavo di essere l’unica ad essere coraggiosa, mi
sentivo sola nel mio dolore: ma adesso sentivo di non essere sola,
Buffy era come me, un’ anima indifesa in una città di predatori.
“Grazie della compagnia” mi disse dolcemente Buffy “ era da tanto
che non raccontavo la mia storia”. Adesso anche lei si sentiva un
po’ meno sola, ma c’era un’ ombra nel suo sguardo, qualcosa di non
detto : sarà forse quella misteriosa figura che la cerca, troppo
importante per rifiutare, ma chi sarà?
Speravo di non addormentarmi più con domande senza risposte, volevo
dormire tranquillamente, ma stranamente nemmeno il mio solito bagno
all’essenza di lavanda sembrava calmarmi.
Mi alzai stanca, volevo dormire ma sentivo che sarebbe accaduto
qualcosa di importante.
Andai da Baker’s , il miglior venditore di ciambelle del pianeta e
giuro, volevo solo abbuffarmi di ciambelle fino ad esplodere: ma
nemmeno questo fu possibile. All’uscita del negozio, decisi di fare
una strada diversa, giusto per conoscere la città: entrai perciò in
un anfratto buio dove mi successe una cosa stranissima. Vidi come
un’ombra , che poi si rivelò un alto e cupo ragazzo vestito di nero,
che camminava a testa bassa , quasi ad evitare gli sguardi: cercavo
di cambiare lato della strada per non urtarlo ma proprio non ci
riuscivo. Con fare minaccioso si avvicinò e mi urtò con la spalla:
vidi Buffy abbracciare questo strano tizio in modo molto intimo, e
poi baciarlo con passione. Era una premonizione, era da tanto che
non ne avevo una: ma forse sarà lui lo strano tizio che la cerca?
Devo subito avvertire Buffy! |